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CALM

(Center for the Abolition of Manual Labor)

In the year 1977, while barricades were burning in Italian cities, while unemployed and students were occupying Universities, a group of Mao-Dada poets and activists created CALMA (Center for the Abolition of Manual Labor).

Many things have happened since, but manual work has not been abolished. On the contrary, while electronic automation enormously progressed, people have been obliged to work more and more for less and less money.

This is why unemployment and misery have widely spread, and people have grown more and more sad and aggressive. This is why the physical environment has deteriorated up to a point of irreversible devastation, and war is destroying lives in so many places that one thinks: no way out, death is better than this permanent horror.

In fact suicide rate has increased 60% in the last forty years. But, you know, the Evolution of the human race is so unpredictable that one day something can happen and change totally the perception of the future – and therefore the future itself.

CALM. Take it easy. Do not panic. Look at what is now happening in Greece.

Just wait a second. The victory of Syriza has opened a new game.

The European Union was in bad waters: everybody loathed it: workers loathed the Union because the euro robbed half of their salary. Fascists because of nostalgia for national sovereignty. And also financial capitalism, while sucking blood from the Europeans, has always been feeling that en Europe the never forgotten legacy of class solidarity is hidden.

Everybody was loathing the Union, but the looming question was: who will terminate it?
The nationalists could do it, with the impending victory of the French National Front. The Bundesbank could do it, slamming the door because they like people who work silently and obey. Finally Greek people, tired of being aggressed by Finanz-Kapitalismus, have been the terminators. And they have scored a point for themselves but also for all the workers of Europe, included Germans.

After the termination, now the Union will resurrect or sink forever.

Resurrection means constitution of a social-minded Union, based on solidarity and a program of radical reforms. It’s high time we took back this word that does not belong to the exploiters. The meaning of this word is not: more exploitation more inequality and more misery. But more resources for social life, education and health, less work-hours, basic income, well paid jobs.

Syriza has promised to return to society what the troika has stolen: dignity and social well-being.
Tsipras has already said that the troika belongs to the past. How will the troika react? Two scenarios are possible at least: Germany leaves the Union, or the Union throws out Greece. In the latter case people have to march by the millions in every city of Europe and destroy every sign of financial power.

A social movement is needed in order to rebuild the Union upon a ground different from the Authoritarian rules of Ordo-Liberalism.

In 2001 we occupied the squares in many cities, but we failed to give birth to a cultural movement of European extent.

We did not even try to rethink the basic misconception that tarnish the very foundations of the Union: the misunderstanding that opposes the Mediterranean tradition (catholic, orthodox, counter-reformated and Baroque) to the Northern tradition (Gothic, protestant, calvinist and obsessed with labor). We did not dare to attack the core of the capitalist prejudice based on the idea that work is a moral valor.
Work is not a morality, it is a sad necessity that we can get rid of thanks to collective intelligence. If we don’t understand the technological mutation that makes work obsolete, the result is catastrophe: unemployment, blackmail, precariousness, guilt and debt (two words that Germans translate with the single word: Schuld).

Economic conformism is based on the cultural prejudice that work makes us free, while a German philosopher (who was also a Jew) has made clear that the intellect can make us free from work. It is urgent to launch a cultural campaign against the sanctification of work. It is the most difficult action of all because it subverts the common sense of the West.

But Europe is the place where this campaign can succeed.


C.A.L.M.A.

(Centro per l’Abolizione del Lavoro Manuale)

Nell’anno 1977 mentre le barricate bruciavano in molte città italiane e disoccupati e studenti occupavano le università, un gruppo di poeti e attivisti Mao-Dada crearono CALMA (Centro per l’Abolizione del Lavoro Manuale).

Molte cose sono accadute negli anni successivi, ma il lavoro manuale non è stato abolito. Al contrario. Mentre l’automazione elettronica faceva passi da gigante, la gente è stata costretta a lavorare sempre di più in cambio di un salario sempre più ridotto.

Perciò si sono diffuse la disoccupazione e la miseria, perciò la gente è diventata triste depressa e rabbiosa. Perciò l’ambiente si è deteriorato al punto che una devastazione irreversibile è in corso. Perciò la guerra distrugge tante vite in tanti posti del mondo che molti pensano: meglio la morte che questo orrore permanente. Infatti il tasso di suicidio è aumentato del 60% negli ultimi 40 anni.

Ma l’Evoluzione della razza umana è talmente imprevedibile che un giorno potrebbe accadere qualcosa che cambia totalmente la percezione del futuro, e quindi il futuro stesso. Perciò io ripeto: CALMA. Prendiamocela comoda. Don’t panic. Guarda quello che sta accadendo in Grecia.

Fermi un attimo. Solo un esercizio spregiudicato dell’intelligenza ci permetterà di trarre il meglio ed evitare il peggio dalla vittoria di Syriza che apre un gioco totalmente nuovo. Proviamo a immaginarne i possibili sviluppi.

L’Unione europea era messa male, perché la odiavano tutti. La odiavano i lavoratori cui la troika ha rubato con l’euro metà del salario, la odiavano i nostalgici della sovranità nazionale, la odiava il capitalismo finanziario che le ha succhiato il sangue senza smetter però di pensare che da qualche parte in Europa, non ancora cancellata nella memoria, resta l’eredità del movimento operaio e del pensiero critico.

La domanda era: chi darà il colpo di grazia all’Unione? Potevano farlo i sovranisti, con la vittoria del Front National in Francia. Poteva farlo la Bundesbank dicendo adesso basta, ce ne andiamo perché a noi piace soltanto chi lavora e subisce senza fiatare. Poteva farlo il popolo greco, sottoposto a una guerra di aggressione da parte del Finanz-Kapitalismus globale. E lo ha fatto, creando le condizioni per la sua rinascita e conquistando un punto di vantaggio per sé ma anche per tutti i lavoratori d’Europa, quelli tedeschi compresi.

Rinascere significa avviare dal basso un processo costitutivo dell’Europa sociale, fondata sulla solidarietà e su un programma di riforme radicali. Sì perché adesso è ora di riprendersi questa parola di cui si sono appropriati gli sfruttatori.

Riforme non significa: più sfruttamento più miseria più disuguaglianza. Riforme significa: più risorse alla società, all’educazione e alla sanità, riduzione del tempo di lavoro, più occupazione. Più eguaglianza, più libertà, più fraternità.
Ma se Syriza non riuscirà ad aprire questa strada, se un movimento europeo non nascerà per renderla possibile, allora i peggiori scenari divengono possibili. Come ha detto un caporione di Alba Dorata, dopo il fallimento di Syriza vinceremo noi.

Ora sono possibili vari scenari. Syriza si è impegnata a restituire alla società greca quel che la troika le ha portato via. Se vuole farlo (ed è difficile che possa tradire queste promesse) dovrà necessariamente dire no alle pretese del capitalismo finanziario che al momento detiene tutto il potere in Europa. Tsipras ha già dichiarato (e questo ci fa bene sperare) che la troika è una cosa del passato. Ma chi glielo spiega alla troika?

La seconda cosa che può accadere è che la troika reagisca. Come?

Ci sono almeno due scenari prevedibili: il primo è che la Germania abbandoni l’Unione. Il secondo è che l’Unione espella la Grecia. Nel secondo caso milioni di persone dovranno marciare nelle città d’Europa e distruggere ogni segno del potere finanziario. Prepariamoci fin da subito.

In entrambi i casi sarà indispensabile un movimento sociale che affermi le ragioni dell’Unione su basi diverse da quelle sancite a Maastricht.

Nel 2011 occupammo le piazze di molte città ma non riuscimmo a creare un movimento culturale della società europea contro la dittatura finanziaria. Fu il nostro fallimento culturale. Non riuscimmo a fare i conti (anzi nessuno ci provò) con l’incomprensione fondamentale che rende fragili le basi stesse dell’Unione. L’incomprensione che oppone la tradizione mediterranea (controriformata, cattolica, ortodossa e barocca) a quella nordica (protestante, calvinista, iper-lavorista e Gotica). Non attaccammo il pregiudizio secondo cui il lavoro è un valore imprescindibile. Il lavoro non è un valore, è una triste necessità da cui l’intelligenza ci sta emancipando E se non siamo capaci di interpretare politicamente la mutazione tecnologica che rende il lavoro obsoleto, il risultato è la catastrofe presente: disoccupazione, miseria, ricatto precario, senso di colpa, debito due concetti che in tedesco si esprimono nella stessa maniera.

Il conformismo economico si fonda su un pregiudizio di tipo valoriale, mentre proprio un filosofo tedesco (ma anche ebreo) ci ha insegnato che l’intelletto può liberarci dal lavoro.

Ora occorre lanciare una campagna culturale contro il pregiudizio lavorista. L’Europa è il luogo in cui intelligenza sapere e tecnologia possono e debbono prendere il posto che il conformismo attribuisce al lavoro e alla responsabilità.

E’ una campagna difficilissima perché si oppone a tutte le banalità su cui si fonda il senso comune dell’Occidente. Ma ora che la tecnologia riduce il tempo di lavoro necessario e Google investe massicciamente sulla robotica, mentre crolla l’Unione finanzista, è proprio in Europa che questa campagna può avere successo.


C.A.L.M.A.

(Centro para la Abolición del Trabajo Manual)

En el año 1977, cuando las barricadas surgían en las calles de las ciudades de Italia y los estudiantes ocupaban las universidades, un grupo de poetas y activistas mao-dada (entre ellos estaba Piero Lo Sardo, ingeniero electrónico y histórico del arte y immovilista) crearon CALMA (Centro para la Abolicion del Trabajo Manual). Muchas cosas sucedieron después, pero el trabajo manual no fue abolido. Por el contrario, mientras la automatización electrónica ha avanzado enormemente, la gente se ha visto obligada a trabajar cada vez más recibiendo cada vez menos dinero.
Por consiguiente, el paro y la miseria se difundieron, y las personas se fueron entristeciendo y deprimiendo, volviéndose cada vez más tristes y agresivas. El medio ambiente se deterioró y la guerra siguió destrozando un número increíble de vidas humanas. Hasta un punto en el que muchos dijeron: la muerte es preferible a este horror permanente. Y de hecho la tasa de suicidio se incrementó en un 60% en los últimos 40 años.

Pero, ¿sabes que? la evolución de la raza humana es tan impredecible que cualquier día podría pasar algo que cambie totalmente la percepción del futuro y, por consiguiente el futuro mismo. Entonces te digo de nuevo: CALMA. Tranquilo. Don’t panic. Mira lo que está pasando en Grecia.

Aquí necesitamos pensar muy libremente para aprovechar la nueva situación creada por la victoria de Syriza. La Unión Europea se encontraba en una situación difícil porque nadie la quería. Los trabajadores la odiaban porque el euro les había arrebatado la mitad de su salario, los fascistas la aburrían debido a su nostalgia por la soberanía nacional. Hasta el capital financiero, a pesar de que sacó una buena tajada empobreciendo a la sociedad europea, siempre permaneció sospechoso de la tradición europea de solidaridad y pensamiento critico.

La pregunta era: ¿quién va a matar a la Unión? ¿Los nacionalistas de Francia, o el Bundesbank, preocupado por el conflicto social? Al final fue el pueblo griego quien, cansado de la agresión financiera, mató a la Unión, creando al mismo tiempo las condiciones de su renacimiento.

Renacer significa empezar un proceso constitucional desde abajo, con el fin de crear una Europa social, fundada en la solidaridad y en un programa de reformas radicales. Si: reformas, porque ahora tenemos que retomar en nuestras manos esa palabra, que no pertenece a los explotadores.

Reforma no puede significar: más explotación, más miseria, más desigualdad.

Reforma significa: más recursos para la sociedad, la educación y la salud, reducción del tiempo de trabajo, más empleos de calidad.

Pero si Syriza fracasa, si un movimiento europeo no aparece para ayudar a Syriza a hacer todo esto posible, los peores escenarios podrían materializarse. Como dijo un capataz de Alba Dorada: “después del fracaso de Syriza, triunfaremos nosotros.”

Varias posibilidades se abren ahora. Syriza ha prometido restituir a la sociedad lo que la Troika le arrebató. Si quiere hacerlo (y no puede traicionar esta promesa sin desaparecer), tiene que romper con el poder financiero que domina en Europa. Tsipras ya declaró que la Troika es algo que pertenece al pasado. ¿Pero cómo reaccionará la Troika?
Hay dos escenarios posibles. El primero es que Alemania se vaya de la Union Europea. El segundo, que la Unión Europea expulse a Grecia.

De todas maneras, necesitamos un movimiento social de dimensión europea para refundar la Unión sobre principios que no son los principios neoliberales de Maastricht.

En el año 2011 ocupamos las plazas de muchas ciudades europeas, pero no logramos crear un movimiento cultural de la sociedad europea contra la dictadura financiera. Ese fue nuestro fracaso cultural. No logramos enfrentar (ni lo intentamos) el malentendido fundamental que hace frágil la Unión. El malentendido que opone la tradición mediterránea (contra-reformista, católica   y Barroca) a la tradición nórdica (protestante, calvinista, y Gótica).  No nos atrevimos criticar la noción de que el trabajo es un valor imprescindible. El trabajo no es un valor, sino una triste necesitad de la que el conocimiento nos puede emancipar. Y si no logramos interpretar políticamente la mutación tecnológica que vuelve el trabajo obsoleto, la consecuencia puede ser una catástrofe como la que estamos viviendo: desempleo, miseria, chantaje precario, culpabilidad y deuda (dos conceptos que en el idioma alemana se exprimen con una sola palabra: Schuld).

El conformismo económico se funda y a la vez se justifica sobre prejuicios acerca del valor; sin embargo, un filosofo judío-alemán nos enseñó que el conocimiento puede liberarnos del trabajo. Europa es el lugar donde la inteligencia, el saber y la tecnología pueden y deben tomar el lugar que el conformismo económico asigna al trabajo y a la responsabilidad. Es una acción cultural muy difícil, puesto que se opone a todos los tópicos que conforman el sentido común de Ocidente. Pero si no empezamos esta lucha por la libertad desde el trabajo mismo, mientras que los avances tecnológicos reducen el tiempo de trabajo necesario y Google invierte masivamente en el sector de la robótica, la sociedad se encontrará ya derrotada.

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